Anagni, scoperte tracce dell’homo sapiens in un terreno. Al lavoro dei ricercatori dell’università di Trento

Sono stati ritrovati importanti segni della presenza dell’homo sapiens di Neanderthal in località Ponte Piano ad Anagni. Segni che evidenziano come questi uomini oltre 500.000 anni fa, prima di arrivare a San Felice Circeo, siano passati nella Valle dei Latini. In questi luoghi stanno scavando alcuni studenti dell’Università di Trento.

Scavi interessanti perché essendo questa una cava di pozzolana già 48 anni fa venne trovata una canna bianca, così veniva chiamata, ed invece era una zanna di elefante. Il che significa che quel terreno dopo aver subito l’invasione della lava dei vulcani dei Castelli Romani, che ha pietrificato il tutto, ora li sta ridando alla luce.

I ragazzi coordinati dall’Istituto Italiano di Paleontologia guidato dall’archeologo Stefano Grimaldi stanno facendo un lavoro di precisione ed il loro coordinatore ci ha confermato che questi ritrovamenti dimostrano come la Valle dei Latini che si estende fino a Ceprano (nel cuore della Ciociaria) dove è stato ritrovato Argil il cranio dell’uomo con 400 mila anni di vita sia tutta una zona da scoprire e potrebbe riservare sorprese importanti. Inoltre, non sarebbe escluso un collegamento con San Felice Circeo dove fu trovato il cranio dell’uomo di Neanderthal dove era rimasto nascosto a causa di una frana che aveva ostruito l’ingresso a quel sito. Reperti che vennero scoperti casualmente dal proprietario dell’hotel nel corso di alcuni scavi il 24 febbraio 1939. Il pavimento della grotta era coperto di ossa di animali e, al centro di un cerchio fatto con alcune pietre, c’era il cranio, ora conservato al museo Pigorini di Roma.

Il paleontologo Alberto Carlo Blanc ipotizzò che in quell’area gli uomini di Neanderthal avessero compiuto un rituale, uccidendo uno di loro e mangiandone poi il cervello. Studi successivi hanno invece ritenuto che a infierire su quell’uomo sia stata una iena, che aveva lì la tana e che ha lasciato sempre sul cranio il segno dei suoi denti. In questo paese, peraltro Città della Cultura del Lazio 2019 insieme a Ponza e Ventotene, sembrerebbe che il comune abbia rifiutato 15.000 euro di soldi privati che servivano proprio per cercare di riaprire le grotta chiusa ed affidarla a nuovi ricercatori per capire meglio questa bellissima e straordinaria storia, che vede coinvolta anche la cittadina ciociara di Anagni, che pure ha tanta storia ancora da raccontare, e questa nuova scoperta potrebbe aprire un nuovo filone turistico davvero molto interessante per la cittadina guidata dal sindaco Daniele Natalia che sta cercando di rilanciarla in tutte le direzioni.

Giancarlo Flavi

Be the first to comment on "Anagni, scoperte tracce dell’homo sapiens in un terreno. Al lavoro dei ricercatori dell’università di Trento"

Leave a comment