Fiuggi, ecco come si diventa un vero cameriere a soli 24 anni. Parola di Gabriele Bianchi (video)

“Il cameriere deve emozionare il cliente al ristorante, altrimenti è un semplice portapiatti”. Con questo “motto” Gabriele Bianchi, vincitore del Premio emergente sala 2019 contest di Luigi Cremona e Lorenza Vitali miglior cameriere under 30, si è presentato agli studenti dell’istituto alberghiero di Fiuggi.

L’iniziativa è stata fortemente voluta dall’istituto alberghiero ciociaro ed è stata denominata Rivoluzione Sala nella quale sono emerse le vere motivazioni alla base di questa professione.

Sabato 18, invece, ci sarà l’open day dalle ore 11 alle ore 17.00 per presentare ai ragazzi che vogliono trovare lavoro nella ristorazione dopo una adeguata preparazione di almeno di tre anni tutte le materie del prestigioso istituto ciociaro. Oggi ci saranno show cooking, laboratori didattici, dimostrazioni operative per l’enogastronomia, la sala e la vendita, accoglienza turistica ecc.

Ma torniamo alla magnifica lezione del giovane Gabriele Bianchi che ha affascinato i ragazzi di sala. Nel settore mancano ben 7.000 lavoratori in Italia che svolgono questo importante ruolo nella ristorazione, in quanto loro sono il primo approccio al locale. Si tratta di un lavoro delicato e molto rappresentativo della ristorazione italiana.

Gabriele ha insistito molto con i ragazzi che frequentano l’istituto alberghiero fiuggino con la presentazione dei piatti che devono essere ben conosciuti ed ecco perché si deve studiare molto per dare al cliente quello afflato necessario per la convinzione del piatto. Si deve, anzitutto, domandare al cliente se ha qualche intolleranza o allergia e poi instaurare il giusto rapporto con il servizio e quindi saper presentare i piatti con la massima trasparenza.

Infatti, in Italia in tutti i ristoranti medi alti è proprio il servizio al tavolo che manca quando invece è essenziale perché per fare il cameriere con professionalità, ha ripetuto più volte il giovane campione, si deve studiare. Si debbono studiare i piatti e conoscere soprattutto i prodotti del posto ed ovviamente avere una grande conoscenza della cucina per presentare i piatti al cliente.

I giovani alunni hanno chiesto a Gabriele se fosse meglio lavorare in Italia o all’estero? “Prima di tutto bisogna formarsi con la base della cucina italiana perché è la migliore del mondo e poi andare a fare le esperienze all’estero poiché è molto interessante conoscere le lingue”. Lui è diventato campione italiano perché ha saputo rispondere alla commissione giudicatrice dell’Hotel Plaza a Roma, in quattro lingue. Oltre all’italiano, parla l’inglese, lo spagnolo ed il tedesco.

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Poi c’è stata una lezione pratica dove ai ragazzi ha presentato come si serve il thè che deve essere servito con le foglie all’interno della tazza per avere la conferma di bere un buon prodotto che non ha bisogno di altri additivi e non deve essere bollente.

Insomma per i ragazzi che frequentano questo indirizzo, che da subito offre lavoro, è stata veramente una magnifica lezione non solo teorica, ma di galateo e di pratica.

 Giancarlo Flavi

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