Paliano, dopo tre anni ancora vivo il ricordo della visita ai detenuti nel Carcere di Papa Francesco

dav

Tre anni fa nel carcere di Paliano venne a fare una visita privata, ma molto speciale, Papa Francesco, per celebrare la Santa Messa in Coena Domini e per la città, nonostante in carcere non sia stato invitata nessuna autorità religiosa, militare e civile fu ugualmente una grande festa, perché le strade quel famoso giovedì di Pasqua si riempirono di gente festante per accogliere il Santo Padre

“Celebrerò la santa Messa per Te”, questa la frase di Francesco subito dopo aver appreso che proprio il giorno prima Don Luigi Paoletti, il parroco del carcere di massima, aveva compiuto i 48 anni di sacerdozio. “Anchio – gli ha detto Papa Francesco – quest’anno festeggio i 48 anni, ma a dicembre”, Don Luigi prese la “palla al balzo” e replicò: “allora quando festeggeremo i 50 anni lo dovremmo fare insieme”. “Certamente” ha risposto il Santo Padre.
Raccontare la storica giornata vissuta giovedì 13 aprile 2016 da Paliano e dalla tanta gente venuta da tutta la zona a nord della Provincia di Frosinone per vedere e salutare Papa Francesco sicuramente non è facile vista l’emozione che ha suscitato in tutti noi. Giornata che era iniziata con la chiusura di tutti i tombini del percorso papale dopo il sopralluogo della polizia con i cani. Giornata che è filata via liscia grazie anche al duro lavoro degli uomini della Questura di Frosinone coordinati dal Dott. Santarelli, dal parroco del carcere Don Luigi Paoletti che insieme alla direttrice di allora Nadia Cersosimo, oggi trasferita a Roma, hanno accompagnato il Pontefice nelle due ore di visita, tra i detenuti, tutti speciali e gli agenti di custodia in servizio in quel momento
Il Papa è arrivato in Piazza d’Armi poco prima delle ore 16,00 dove ha salutato uno ad uno tutti gli agenti della Polizia Penitenziaria, poi si è recato nella sala dell’Unità d’Italia dove ad accoglierlo vi erano i detenuti in cerchio, Francesco li ha salutati uno ad uno.
Dopo la Santa Messa, nell’omelia ha ricordato: “Dio ci ama fino alla fine, nonostante i nostri peccati. Il Signore, ha detto, sapeva che era stato tradito, che stava per essere consegnato da Giuda, ma ama “fino alla fine” e dona la vita “per ognuno di noi”: “Amare fino alla fine. Non è facile, perché tutti noi siamo peccatori, tutti abbiamo i limiti ed i difetti. Tutti sappiamo amare, ma non siamo come Dio che ama senza guardare le conseguenze, fino alla fine. E da l’esempio: per far vedere questo, Lui che era “il capo”, che era Dio, lava i piedi ai suoi discepoli”.
Il Papa aveva lavato i piedi a 12 detenuti, tra i quali un mussulmano, convertitosi al cristianesimo, e presto farà anche il battesimo e la cresima a tre donne. Dopo l’incontro anche con gli altri detenuti malati di TBC in un’altra camera ci sono stati i saluti tra la commozione di tutti.
Anche se è stata una visita privata il Papa si è commosso nel vedere tanta gente che lo attendeva lungo la strada Palianese Sud, ma soprattutto a ridosso della città, dove erano state messe delle transenne, per “contenere” le circa 10.000 persone arrivate in città ed un plauso va a Polizia di stato, Carabinieri, Polizia Provinciale, Polizia Locale, Vigili del Fuoco e Protezione Civile di Paliano e dei paesi vicini per quanto fatto durante la visita, al fine di contenere la gente.

Giancarlo Flavi

Be the first to comment on "Paliano, dopo tre anni ancora vivo il ricordo della visita ai detenuti nel Carcere di Papa Francesco"

Leave a comment