Paliano, il sindaco dopo quattro anni e mezzo scopre che il Caravaggio è passato in città

Che sindaco intelligente ha Paliano? Solamente dopo 4 anni e mezzo il primo cittadino ha scoperto che il Caravaggio, al secolo Michelangelo Merisi,  è passato a Paliano dove ha dipinto due importanti tele: “La madonna in Estasi” e “La Cena di Emmaus”.

“La Madonna in Estasi” è stata riportata a Paliano dal Sindaco Armenio Giordani ed esposta per una sola settimana nella sala degli Arazzi di Palazzo Colonna e fu visitata da oltre 5.000 persone.  Oggi, sappiamo che si sta lavorando finalmente, come da noi suggerito nell’incontro con il Prof. Sgarbi il 4 agosto scorso a Paliano, per cercare di riportare in paese la “cena di Emmaus” in visione. Sappiamo che è dura. Ma non impossibile.

Solo in queste ore il selfiemaniaco sindaco con un solito post su facebook ha aperto la strada a questa ipotesi, dimostrando ancora una volta di non conoscere neanche la storia del paese che amministra. Sgarbi ha ripetuto più volte che proprio da Paliano il Caravaggio ha cambiato il suo stile di pittare, perché aveva capito di averla fatta veramente grossa con l’uccisione del Tomassone.  “Durante il suo soggiorno presso Palazzo Madama (Roma), dimora del cardinal Del Monte, il Merisi si rese protagonista di un episodio spiacevole il 28 novembre del 1600, in cui malmenò e percosse con un bastone Girolamo Stampa da Montepulciano, un nobile che si trovava come ospite del prelato: ne conseguì una denuncia. In seguito gli episodi di risse, violenze e schiamazzi andarono via via aumentando; spesso il pittore venne arrestato e condotto presso le carceri di Tor di Nona. Il fatto più grave però si svolse a Campo Marzio, la sera del 28 maggio 1606: l’artista si sporcò dell’omicidio di Ranuccio Tommasoni da Terni. A causa di una discussione causata da un fallo nel gioco della pallacorda, il pittore venne ferito e, a sua volta, ferì mortalmente il rivale, con il quale aveva avuto già delle discussioni in precedenza spesso sfociate in risse. Anche questa volta c’era di mezzo una donna, Fillide Melandroni, le cui grazie erano contese da entrambi. Probabilmente dietro l’assassinio di Ranuccio c’erano anche questioni economiche, forse qualche debito di gioco non pagato dal pittore, o addirittura politiche: la famiglia Tommasoni,  infatti era notoriamente filo-spagnola, mentre Michelangelo Merisi era un protetto dell’ambasciatore di Francia.

Il verdetto del processo per il delitto di Campo Marzio fu severissimo: Caravaggio venne condannato alla decapitazione, che poteva esser eseguita da chiunque lo avesse riconosciuto per la strada. In seguito alla condanna, nei dipinti dell’artista lombardo cominciarono ossessivamente a comparire personaggi giustiziati con la testa mozzata, dove il suo macabro autoritratto prendeva spesso il posto del condannato.

La permanenza nella città eterna non era più possibile: ad aiutare Caravaggio a fuggire da Roma fu il principe Filippo I Colonna, che gli offrì asilo all’interno di uno dei suoi feudi laziali di Marino, Zagarolo, Palestrina e Paliano. Il nobile romano mise in atto una serie di depistaggi, grazie anche agli altri componenti della sua famiglia che testimoniarono la presenza del pittore in altre città italiane, facendo così perdere le tracce del famoso artista. Per i Colonna Caravaggio eseguì in quel periodo diversi dipinti, su tutti la “Cena in Emmaus”, nella splendida e scarna versione che oggi è a Brera, realizzata proprio mentre era fuggitivo a Paliano , dove è stato due mesi.

Giancarlo Flavi

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