Paliano, la terra della Selva ai contadini, ma il Duce avrebbe fatto meglio

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E’ passato il mese di ottobre, il mese della “spettacolare” conferenza stampa in cui è stata presentata la concessione trentennale dei 188 ettari della proprietà regionale al comune ma di quanto annunciato ancora non si sa nulla.

Ma nel frattempo è uscita una “goffa” dichiarazione del selfiemaniaco Sindaco Domenico  Alfieri, pubblicata anche sulla rivista comunale “Comunicare” dove si legge tra virgolette “La selva è dei palianesi”.  Quando mai ! La concessione è trentennale e non può essere ceduta a nessun palianese.  I palianesi, eventualmente potranno lavorarla, ma non sarà mai loro. Quindi tutti contadini.

I bandi pubblici ancora non si conoscono e non si sa come sono stati elaborati visto che il ristorante “ Il Cardinale” e la falegnameria “Zafi” che sono all’interno della proprietà regionale resteranno alla Regione. Così le uniche fonti di introiti certi sono rimaste alla Regione Lazio. Al Comune di Paliano solo “le rogne”.  Non si capisce come saranno questi bandi considerato che vorranno fare, come accennato nella conferenza stampa, ben 36 lotti da assegnare. Due proprietà regionali, inoltre, quali l’ex cantina Ruffo e il pezzo dove si è svolto, nel settembre scorso, il Palio dell’Assunta, insistono all’interno della proprietà dei Nicoli

Intanto, noi abbiamo ritrovato un depliant che aveva fatto fare Dom Antonello Ruffo di Calabria, prima degli anni 2000 dove si prevedeva un azionariato popolare diffuso per la gestione di un complesso che secondo lui  “A sviluppo completato il tutto potrà ospitare oltre 30.000 visitatori in un solo giorno con strutture di ristorazione adeguate e strutture ricettive per circa 2.000 persone”.  Poi nello stesso depliant dal quale abbiamo estratto la foto in alto ci si pone una domanda “Cosa vuole essere la Selva?” Ruffo aveva scritto: “La più grande azienda per il tempo libero in Italia. Una importante fonte di occupazione. Una possibilità di intervento e partecipazione. Una sicura fonte di reddito”.

Tutto questo che era riportato anche nel master plan che ha permesso di vincolare da parte della Regione Lazio la proprietà della Selva come Monumento Naturale proprio per salvaguardarne tutta la proprietà fortemente voluto dal sindaco e dall’amministrazione Sturvi (noi, comunque siamo contrari a questo vincolo perché di naturale non c’è nulla in quanto tutto è stato modificato dall’uomo e quando si diceva” naturale” Ruffo si arrabbiava. n.d.r.), oggi si vorrebbe dividere in 36 lotti. Bo? Come ha affermato il selfimaniaco :  “affidamento dei lotti per l’attuazione del master plan”

Proprio così facendo, però, salterà tutto il programma previsto in questo piano. Nel master plan erano previsti su quei terreni: un centro polisportivo, un centro Ippico, un parco Giochi, un Golf Club, Centro Volo Ultraleggeri, Asterix: parco Ragazzi, Woodstock, Spazio attrezzato per spettacoli e concerti e viabilità sui binari. A proposito dei binari questi sono serviti solamente a far girare il Film “Non ci resta che Piangere” con i grandi attori Benigni e Troisi che a noi hanno lasciato solamente le lacrime. Così con la suddivisione in 36 lotti tutto questo va farsi friggere ed addirittura è stata tirata fuori l’idea del Duce di dare la terra ai contadini che, però, non sarà mai loro. Almeno Mussolini la terra la lasciava ai contadini per tutta la vita. A Paliano la terra non può essere lasciata a nessuno perché resta comunque di proprietà regionale.

Giancarlo Flavi

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