Piglio, a San Martino non solo castagne e vino nasce anche la nuova cantina Berucci-Montecchi

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Casa Massimi Berucci di Piglio nel festeggiare come da tradizione San Martino Castagne e vino, ha creato ben due eventi: l’apertura ufficiale della cantina Berucci – Montecchi che vuole fare un vino di eccellenza vera a cominciare dalla produzione, ossia dalla pianta, che deve essere esclusiva per arrivare ad imbottigliare vini pregiatissimi, in raffinate bottiglie con un’etichetta artistica. La Maria Ernesta e suo marito vogliono coltivare un binomio davvero esclusivo nella Piglio, città del vino per eccellenza di tutto il Lazio. Quindi, una nuova cantina, che sarà gestita con l’amore e la competenza per il vino e soprattutto darà un vero cambio di passo alla produzione di questa eccellenza italiana. A benedire la attività commerciale il Sindaco Avv. Mario Felli e tanti amici che hanno potuto degustare con un originale aperitivo passerina e crema di sambuco.

Poi la giornata di San Martino è proseguita a casa Massimi Berucci, nel bellissimo borgo di Piglio, dove sono stati nascosti ben 16 vini del 2018, un’annata tremenda per la troppa acqua che ha mandato giù Giove Pluvio, vini che sono stati degustati tra frittini di mele e cavoli e arancini, a seguire la gallina spolpata cotta nell’acqua e una degustazione di salsicce pigliesi con cicoria e dolci rustici. I vini ovvimanete sono stati votati in incognita da una sessantina di partecipanti che hanno potuto solo gustare il pranzo di San Martino e che ovvimente è stato chiuso con le caldarroste ed il vino nuovo, ma soprattutto è stata dato un giudizio in incognita per affermare: “San Martino: apertura delle botti di vino novello; Pitigia dei Greci, Brumalia dei RomaniMartinalia dei Cristinai; i cornuti contenti con le mitre in testa e cavalcioni in asino per le strade di Roma” Er diavolo non è zitello” ( sonetto del belli) Perché il S. Martino, è festa dei mariti disgraziati; San Martino divide la cappa col povero; La cappa di San Martino stendardo di Guerra dei Re di Francia; Cappa, cappella, cappellano. Gli Ugonotti bruciano le ossa di S. Martino”, il tutto facente parte del “CRACAS” diario di Roma del Novembre 1887, che il buon padrone di casa Manfredi Massimi Berucci, nonostante l’età, è riuscito a scavare nella sua ricca biblioteca paterna con la casa sapientemente arredata da disegni di Vangelli e Maccari due grandissimi artisti del 900, insieme alla mostra della Vittoria (Guerra del 1915-1918) e che hanno accolto i visitatori nello splendido verde del giardino. E’ stata questa, anche l’occasione per degustare i nuovi vini di Maria Ernesta: Onda – Mola da Piedi – Cru con l’etichetta di Maffai.

Giancarlo Flavi

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