Segni ed altri 19 comuni di tre provincie si candidano a città della Cultura Regione Lazio 2020

Con la città capofila di Segni ed il sistema della Compagnia dei Lepini (quindi altri 19 comuni) attraverso l’arch. Emanuela Todini hanno risposto al bando della Regione Lazio per la “Città della Cultura 2020” con un progetto denominato  Lepini, una montagna di “sensi” e con un logo molto significativo.

Il progetto, sapientemente illustrato alla stampa, ha tre province protagoniste: Roma, Latina e Frosinone. Al tavolo dei relatori il Sindaco di Segni Piero Cascioli ed i colleghi primi cittadini di Cori, Gavignano e delegati di altri comuni coinvolti di un territorio che prevede una popolazione di 150.000 persone e comprende tre province, due comunità montane  XIII e XVIII, due sistemi: bibliotecari e archeologici e con la stessa città di Segni “Comune Europeo dello Sport 2021” e città ricca di storia e archeologia dove si è sviluppata la civiltà lepina, con un territorio incontaminato e con tradizioni ben consolidate, già luoghi di storia e di cultura, che ha “invitato a fare sistema”. È intervenuto anche il Presidente della Compagnia dei lepini, Quirino Briganti che ha evidenziato anche il fatto che sul territorio peraltro transitano anche le due vie francigene del Sud a cominciare dalla Roma -Fossanova, con due importanti  Abbazie: Fossanova e Valvisciolo con le tradizioni culturali con i suoi 42 ettari di terreno che punta molto ad essere un Parco Regionale e un Parco Archeologico nazional. In tutti la voglia di “fare sistema come in questo caso, per ché da soli non si va da nessuna parte.

 I comuni partecipanti al progetto “Citta della Cultura 2020 sono: oltre a Segni , Carpineto Romano, Gavignano, Gorga  (Rm), Amaseno, Giuliano di Roma, Patrica e  Villa Santo Stefano  ( Fr).  Bassiano, Maenza, Norma, Priverno, Prossedi, Rocca Massima, Roccagorga, Rocca Secca dei Volsci, Sermoneta, Sezze e Sonnino ( LT) paesi che si sono posti i seguenti obiettivi: stimolare le città a considerare lo sviluppo culturale elemento essenziale della crescita economica e della coesione sociale; Valorizzare i beni culturali e paesaggistici; Promuovere lo sviluppo di imprenditoria nel settore culturale e creativo; migliorare l’offerta culturale; incrementare i servizi rivolti ai turisti; favorire processi di rigenerazione e riqualificazione urbana e dei territori; Promuovere la progettazione integrata e la pianificazione strategica. Su questi obiettivi si è sviluppato tutto il discorso della progettista, che ha evidenziato le interessanti peculiarità che offre il sistema dei Monti Lepini, che già è associato attraverso la Compagnia dei Lepini, con sede a Sezze e che punta ad avere il titolo di “Città della Cultura della Regione Lazio 2020”. Il risultato si avrà entro dicembre prossimo dopo che un’apposita commissione  regionale composta da esperti avrà valutato i progetti presentati.

                                                                   Giancarlo Flavi

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