Serrone, forti emozioni per il presepe vivente affiancato a quello etnografico e l’arrivo dei Re Magi in costume d’epoca (foto)

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Che emozione. Che incanto. Il Presepe vivente che si è affiancato a quello Etnografico a Grandezza Naturale lungo il borgo di Serrone. Nel primo pomeriggio del 6 gennaio sono arrivati i Re Magi che hanno consegnato al parroco: oro, incenso e mirra ed hanno depositato ai piedi del bambinello nel quadro centrale del Presepe in Piazza Mons. Mario Proietto. Nella vicinissima chiesa che sta per compiere i suoi primi 950 anni del 2020, si è celebrata la Santa Messa dell’Epifania con il bacio del bambinello.

I tre magi sono stati raffigurati con i bellissimi costumi d’epoca donati dalla sarta romana, ma serronese di nascita Bice Minori, all’Associazione culturale Serrone che installa il Presepe. Filippo Terenzi (Melchiorre) ha consegnato l’oro; Daniele Prili (Baldassarre) l’incenso e Claudio Testa (Gaspare) ha consegnato la Mirra, accompagnati dai paggetti: Alessia Schina, Daniele Prili e Paolo Prili.  

E’ stata veramente una giornata memorabile quella trascorsa a Serrone dove è stato riacceso il forno di Flonza  Malmignati che ha sfornato pizza con le erbe matte, mentre in Via del Cappellone grazie ai ragazzi volontari dell’associazione culturale “Quando il Papa era Re” hanno servito la polenta calda tutto il giorno.

Nella cantina di Via Manzoni sono state gustate le essenze e soprattutto si sono potute odorare le piante officinali, ridando al centro del centro storico l’antico colore. Molto singolare poi la mostra in casa di Gioiello Flavi e Teosolina Serafini che è stata ribattezzata “Casa Museo”. Mamma Ina, come veniva chiamata da tutto il paese era la “ciammellara”, poiché era l’unica donna del paese negli anni 50-60 che andava a piedi a Paliano (con il cesto in testa) a vendere le “Ciammelle” serronesi che iniziava a preparare del giovedì sera per farle lievitare bene. Bene, di questa abitazione con all’interno un cammino gigante dove si poteva sostare l’Associazione “Quando il papa era Re” ne ha fatto una Casa Museo molto interessante che va ad affiancare il museo con la mostra di costumi teatrali di Bice Minori e quello all’interno della chiesa di San Pietro del cardinale Castrillon.

Insomma, il paese si è animato come mai in passato facendo nascere intensi pensieri per come sviluppare turisticamente, nell’anno 2019 del turismo lento, il borgo dove ci si sta preparando per festeggiare i primi 950 anni della vetusta chiesa di San Pietro con affreschi della scuola di Giotto e con un affresco all’esterno della chiesa degli anonimi della cattedrale di Anagni.

All’esterno del vecchio Municipio, oggi archivio storico, che stanno cercando di rimettere in ordine c’è anche la lapide che ricorda i caduti di tutte le guerre dell’intero paese ornata con fregi di Duilio Cambellotti.  

Insomma, il potenziale culturale è veramente tanto da valorizzare e da lasciare ai posteri. Un borgo che deve rinascere perché è veramente bello e che ha tantissime potenzialità turistiche di primo piano, che vanno meglio organizzate, per dare qualcosa in più che se abbinato alle nostre eccellenze italiane come il Vino Cesanese DOCG, la Ciammella serronese e alla nuova pasta che si vuole presentare entro febbraio prossimo con lo chef Fabio Campoli. Potenzialità per un turismo di eccellenza in un paese con una buonissima ricettività alberghiera.

Giancarlo Flavi

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