Serrone, il Marchese del Piscolo infiamma il borgo con i piatti della tradizione: patacche, polenta con le spuntature e Cesanese Dogc (foto)

Il Marchese del Piscolo con le sue abbondanti libagioni ha incantato il borgo di Serrone che è tornato ai fasti dell’ottocento grazie all’associazione culturale “Quando il Papa era Re” nel week-end scorso.

Così abbondanti pranzi e cene, canti, balli e tanta musica hanno allietato per due giorni un borgo che è rinato con la III^ edizione della Domenica nel Borgo. Il gruppo folkloristico i Compari delle Cantine di Paliano sotto l’attento sguardo dei gendarmi che dovevano controllare anche i briganti e gli stornellatori  hanno fatto rivivere, ai tanti che hanno partecipato,  gli anni dell’ottocento. La riaccensione degli antichi forni ha permesso di gustare la pizza bianca e rossa con le erbe, ma soprattutto la tipicità di certi piatti che sembrano tornare di moda per la loro leggerezza, ma sostanziosi nella forma, come ad esempio la minestra di farro, oppure le patacche serronesi che recentemente hanno ottenuto il certificato “d’origine” dall’Anci e che hanno fatto gridare a chi l’ha assaggiata: “Che buona. Non l’avevo mai mangiata prima” prima del bis. Oppure la polenta di farine vegane con le spuntature di maiale o ancora la zuppetta di Farro.

Insomma, un borgo che è apparso sempre più bello. Un borgo che ancora una volta ha mostrato la propria bellezza e l’apertura della chiesa parrocchiale di San Pietro ha dato quel tocco di cultura necessaria affinché sia diventato sempre più affascinante. Il museo e l’altare del Cardinale Castrillon,  la Casa Museo preparata proprio dai ragazzi dell’associazione “Quando il Papa era Re”. Le due piazzette: Piazza Mons Mario Proietto, e Piazza Plebiscito hanno ospitato così gli avventori che sono stati al centro dell’attenzione di tutti con la musica popolare e folk degli HerniCantus che hanno fatto ballare tutti o quasi perché c’è stato anche chi è stato accolto dal mercatino domenicale.

Sara e Mara si sono messe a disposizione, assieme a tutti gli altri “ragazzi” dell’associazione, ed hanno saputo accogliere in modo diverso, unico e singolare le centinaia di persone presenti che hanno potuto gustare sia il pranzo che la cena del Marchese dei Piscolo, nato e residente vicino la fontana del Piscolo, che poi era quella con l’acqua che si andava a prendere con le classiche conche ciociare per portarla proprio nel borgo, che ne era privo.

Insomma, strimpellatori e musiche varie hanno ridato vita per due giorni al borgo di Serrone che sta per compiere i suoi primi mille anni di vita. Ovviamente a questa manifestazione, non è mancato il patrocinio del Comune di Serrone, che ha concesso gli spazi necessari.

Giancarlo Flavi

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