Omicidio Willy, questa volta Pincarelli parla e scarica le colpe sui Bianchi

I presunti assassini del giovane palianese Willy Monteiro Duarte iniziano a parlare dopo che nei giorni scorsi il capo di imputazione si è aggravato diventando omicidio volontario.

I fratelli Bianchi Marco e Gabriele che si erano avvalsi della facoltà di non rispondere agli interrogatori in una registrazione ambientale in carcere starebbero cercando di depistare le indagini accusando gli altri due (Belleggia e Pincarelli) presenti con loro al momento della violenta aggressione in largo Oberdan a Colleferro.

Mario Pincarelli sentito con al fianco il suo legale Loredana Mazzenga dopo i silenzi dei mesi scorsi ha deciso di parlare e cerca di far ricadere le colpe della morte di Willy sui fratelli Bianchi dicendo anche che lui non è suo amico ma solo un “conoscente”. Nei giorni scorsi in una conversazione con il padre in carcere, gli avrebbe detto di aver colpito con un calcio il povero Willy quando era in terra.

Il 4 febbraio scorso la Procura della Repubblica di Velletri ha notificato ai quattro presunti assassini la nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere ed ha formalmente accusato i quattro di Omicidio Volontario, con l’aggravante di futili motivi, questo significa che per i quattro si potrebbero spalancare le porte per l’ergastolo a vita. Peraltro, la Procura di Velletri, si sarebbe avvalsa anche di un esperto di arti marziali nelle veste di perito e giudicato inattendibili i testimoni indicati dalle difese.

I futili motivi, sono legati alle circostanze in cui avvenne il pestaggio. Secondo i riscontri investigativi i quattro giovani artenesi avrebbero ucciso volontariamente il giovane Willy “colpendolo reiteratamente e violentemente con calci e pugni al capo, al torace, all’addome, anche quando la vittima  si trovava ormai per terra privo di sensi, quindi non in grado di opporre nessuna esistenza, provocando così un grave politraumatismo con conseguenza cardiorespiratoria e arresto cardiocircolatorio, con l’aggravante di aver commesso il fatto per futili motivi”. Secondo il gip “ La loro azione fu mossa dalla volontà di affermare attraverso l’uso brutale della violenza fisica, il loro predominio e la loro supremazia”.

Insomma, a quasi sei mesi dalla morte del povero Willy per il quale, grazie al ministro dell’interno Lamorgese,  è stata fatta una legge per allontanare i violenti dalle discoteche e dai luoghi frequentati da giovani violenti. A costoro si potrà applicare il daspo come già è avvenuto in diverse zone d’Italia, ossia interdire il violento dal posto per alcuni anni come si fa nello stadio.

  Giancarlo Flavi 

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