Un intervento per l’udito molto innovativo? Lo pratica il prof. Ronchetti all’ospedale di Colleferro

Il Primario Otorino dell’Ospedale di Colleferro, Prof. Francesco Ronchetti ci parla di un metodo molto innovativo per l’udito che con la sua equipe pratica presso il Nosocomio:  il “Vibrant Soundbridge”.

E’ un nuovo sistema di impianto dell’orecchio medio che consente alle persone con perdita uditiva difficilmente protesizzabile di recuperare la percezione uditiva. L’Unità Operativa di Otorino dell’Ospedale Parodi Delfino di Colleferro, nel mese di dicembre scorso ha condotto cinque impianti di questo  tipo con ottimo successo. Si tratta di un impianto che consente di modellare l’udito del paziente, adattandolo alle sue possibilità. Il “Vibrant Soundbridge” è in grado di aiutare i pazienti per i quali i metodi attuali sono risultati inefficaci. Dà anche la possibilità di eseguire eventuali esami radiologici. In Italia circa un milione di persone hanno problemi di udito e 40-50.000 non sentono affatto. Ciò si verifica spesso negli anziani. Quasi i tre quarti dei 70enni presentano sordità parziale che arriva all’80% negli ultra ottantenni. Il sistema “Vibrant Soundbridge”, posizionato sulla finestra rotonda con LP-Coupler, colma un’enorme lacuna. La nuova tecnologia non richiede alcuna riabilitazione”.

Ci descriva il dispositivo.

“Il “Vibrant Soundbridge” è un dispositivo a trasmissione diretta, impiantabile nell’orecchio medio che fornisce una migliore percezione uditiva a soggetti affetti da ipoacusia e consiste in due componenti principali: 1- l’impianto chiamato Vibrating Ossicular Prothesis, VORP e 2- la parte esterna chiamata Audio Processor. Il VORP è formato dal Floating Mass Trasducer che viene impiantato attraverso una procedura chirurgica. L’FMT viene chirurgicamente fissato su una struttura vibrante dell’orecchio. Una volta attivato, vibra in modo controllato permettendo il movimento della struttura dell’orecchio medio. Queste vibrazioni vengono percepite dal paziente come suoni. L’Audio Processor viene applicato nel capo del paziente dopo che è guarito dalla procedura chirurgica. Contiene un microfono e la batteria per l’alimentazione. E’ tenuto sul capo del paziente con un magnete e viene regolato da un audiologo”.

Quando l’Otorino consiglia il “Vibrant Soundbridge”?

“Quando i pazienti hanno una perdita uditiva da media a severa e non hanno tratto beneficio dalle protesi acustiche. Lo consiglia dopo aver valutato appieno rischi e benefici. Il paziente, inoltre, deve avere almeno 18 anni ed essere psicologicamente ed emotivamente stabile”.

Ringraziamo il Prof. Ronchetti  per averci dato delucidazioni sul “Vibrant Soundbridge” e soprattutto per aver acceso una speranza nelle persone affette da ipoacusia, finora senza guarigione.  

Articolo a cura di RITA CERASANI

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